Il vino chinato nacque sul finire del XIX secolo nella farmacia del dottor Cappellano in Serralunga d’Alba (CN) ed i primi produttori furono proprio i farmacisti dei vari paesi della zona della Langa. In breve tempo, divenne un mitico elisir dalle straordinarie proprietà, circondato dal giusto alone di mistero che ricopriva le segrete formule con cui era prodotto. Con queste premesse, si diffuse dapprima come elisir medicinale tra le famiglie contadine e poi come vino digestivo o da dessert.
Colore: All’aspetto è limpido, con orlo leggermente aranciato, si presenta moderatamente alcolico, con un colore rosso tra l’ambrato e il granato, il profumo caratteristico ricorda la concia, mentre i gusto è coldo, rotondo e persistente.
Profumo: Al naso si presenta molto intenso e persistente con netti sentori speziati, fruttati e vegetali di china calissaia, arancia amara, cardamomo, ciliegia durona e mora stra-mature ed un po’ macerate, erbe secche aromatiche e balsamiche.
Sapore: l’impatto amaro della china è ben bilanciato dallo zucchero e dall’alcool, ed il prodotto è un continuo susseguirsi di sapori con una lunga persistenza, che si chiude con una nota piacevolmente amarognola. In bocca è dolce, rotondo, leggermente sapido, molto caldo, con gradevole vena tannica, pieno ma snello, di buona persistenza aromatica, con gradevole fondo amarognolo. Retrogusto: dolce con vena tannica e note speziata, floreale, fruttata e vegetale
Abbinamenti gastronomici: può essere considerato sicuramente ottimo a fine pasto come digestivo e accompagna egregiamente dessert a base di cioccolato e di frutta. Tradizionalmente, nelle famiglie piemontesi era usato per preparare “punch” caldi ed offerto in qualsiasi momento della giornata all’ospite in segno di rispetto. Servitelo nei piccoli bicchierini da amaro.
Temperatura di servizio:18-20°C – temperatura ambiente
Gradazione alcolica: 16%vol
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